Loiola XXI

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Japon. Ultimo encuentro del Papa con los jóvenes de la Universidad de los jesuitas “Sofia”

Il Papa lascia il Giappone. Alla Sophia University: “Lo studio non sia privilegio di pochi, concentrarsi su giovani e poveri”

Ultimo appuntamento del Pontefice nell’Ateneo fondato dai gesuiti a Tokyo nel 1913

Il Papa lascia il Giappone. Alla Sophia University: “Lo studio non sia privilegio di pochi, concentrarsi su giovani e poveri”

TOKIO. Lo studio universitario «di qualità», piuttosto che essere considerato «un privilegio di pochi», va accompagnato dalla «consapevolezza di essere servitori della giustizia e del bene comune; servizio da attuare nell’area che ognuno è chiamato a sviluppare. Una causa che ci riguarda tutti». Il viaggio in Giappone di Papa Francesco si conclude nella Sophia University di Tokyo, il prestigioso ateneo giapponese fondato nel 1913 dalla Compagnia di Gesù su invito di Papa Pio X.

Bergoglio parla dinanzi a 700 studenti – la maggior parte dei quali non cattolici – e docenti delle otto facoltà e diciotto dipartimenti che compongono l’Università. Tra questi ci sono numerosi confratelli gesuiti, alcuni dei quali in mattinata hanno partecipato alla messa privata celebrata dal Pontefice nella Cappella del Kulturzentrum, a cui ha fatto seguito l’incontro – sempre a porte chiuse – con il Collegio Massimo nella Sophia University e la visita ai sacerdoti anziani e malati dell’Ateneo. Tra questi anche l’ex superiore generale della Compagnia di Gesù, che dopo la conclusione del suo incarico nel 2017 si è trasferito a Manila (Filippine).

Francesco, per il suo discorso in Aula magna, parte da un’analisi della società nipponica caratterizzata da «efficienza» e «ordine» ma dove è evidente che «si desidera e si cerca qualcosa di più». Secondo il Papa si tratta di «un desiderio profondo di creare una società sempre più umana, compassionevole e misericordiosa».

In questo scenario i centri di studio, che come primo compito hanno quello di mantenere «la loro autonomia e libertà», possono offrire un contributo fondamentale: «In una società così competitiva e tecnologicamente orientata, questa Università dovrebbe essere non solo un centro di formazione intellettuale, ma anche un luogo in cui una società migliore e un futuro più ricco di speranza possono prendere forma», afferma il Pontefice.

«Nessuno studente di questa università – sottolinea – dovrebbe laurearsi senza aver imparato come scegliere, responsabilmente e liberamente, ciò che in coscienza sa essere il meglio». In ogni situazione, anche in quelle più complesse, Francesco chiede a studenti e docenti della Sophia di «interessarvi a ciò che nella vostra condotta è giusto e umano, onesto e responsabile, come decisi difensori dei vulnerabili, e possiate esser conosciuti per quell’integrità che è tanto necessaria in questi momenti, nei quali le parole e le azioni sono spesso false o fuorvianti».

Il Papa invita anche ad assumere come priorità tematiche quali la tutela della casa comune, nello spirito della Laudato si’, e l’identità internazionale, altra peculiarità della Sophia Univerity che ogni anno permette a circa mille studenti stranieri di studiare nel Sol Levante e ad oltre duemila giovani giapponesi di seguire corsi di studio all’estero.

Fin dalla sua fondazione, infatti, l’Ateneo è stato arricchito dalla presenza di professori provenienti da diversi Paesi, rammenta Papa Francesco, a volte anche da «Stati in conflitto tra loro». Ogni divergenza è stata superata «dal desiderio di dare il meglio ai giovani del Giappone». Non poteva essere altrimenti perché sono i giovani il futuro della Chiesa e del mondo: «La Chiesa universale guarda con speranza e interesse ai giovani di tutto il mondo», assicura il Papa. E insiste: «La vostra Università nel suo insieme è chiamata a concentrarsi sui giovani, che non solo devono essere destinatari di un’educazione qualificata, ma anche partecipare a tale educazione, offrendo le loro idee e condividendo la loro visione e le speranze per il futuro».

L’augurio è quindi che la Sophia University «possa essere conosciuta per questo modello di confronto e per l’arricchimento e la vitalità che esso produce». Accanto ad esso, Bergoglio pone l’invito a «camminare con i poveri e gli emarginati del nostro mondo»,  specialmente in un tempo come quello attuale ferito profondamente da una «cultura dello scarto». L’Università deve perciò essere «sempre aperta a creare un arcipelago in grado di mettere in relazione ciò che socialmente e culturalmente può essere concepito come separato», esorta il Papa, «gli emarginati saranno coinvolti e inseriti in modo creativo nel curriculum universitario, cercando di creare le condizioni perché ciò si traduca nella promozione di uno stile educativo capace di ridurre le fratture e le distanze».

Le ultime parole del Papa argentino in Giappone sono un «grazie», sincero e commosso, a «tutto il popolo giapponese» per l’accoglienza ricevuta durante questo 32esimo viaggio internazionale. Il Pontefice poi lascia l’Ateneo per trasferirsi in automobile all’aeroporto di Tokyo, dove si è svolta una breve cerimonia di congedo con il saluto ai vescovi e alle delegazioni e l’omaggio floreale da parte di due ragazze in abiti tradizionali.

L’aereo papale si è alzato in volo in un cielo carico di nuvole intorno alle ore 11.43 (03.43 in Italia), leggermente in anticipo rispetto al programma. L’atterraggio in Italia, nell’aeroporto di Roma-Fiumicino è previsto alle 17.05 circa. Durante il lungo tragitto, il Papa rilascerà la consueta intervista agli oltre settanta giornalisti che lo hanno accompagnato in questa trasferta asiatica.


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El Papa con los jóvenes de la universidad Sofía de Tokio

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“Esta es la juventud del Papa”. Francisco se despide de Japón

El Papa Francisco ha finalizado la visita apostólica a Japón, encontrando a la comunidad académica de la Universidad de Sofía. Al momento de retirarse del campus, mostró a los asistentes una manta con mensajes y nombres de los alumnos, quienes lo despidieron gritando: “Esta es la juventud del Papa”.

Manuel Cubías – Ciudad del Vaticano

El Papa Francisco ha cerrado el 32 viaje apostólico que lo ha llevado a Tailandia y Japón, con la visita a la Universidad de Sofía. Allí encontró a la comunidad de Jesuitas y desayunó con ellos. Luego visitó a algunos enfermos y posteriormente encontró a la comunidad universitaria.

El Papa se refirió al nombre de la universidad: “Sophia. Siempre el hombre, para administrar sus recursos de manera constructiva y eficiente, necesitó de la verdadera Sabiduría. En una sociedad tan competitiva y tecnológicamente orientada, esta universidad debería ser un centro no sólo de formación intelectual, sino también un lugar donde pueda ir tomando forma una sociedad mejor y un futuro más lleno de esperanza”.

El Papa también se refirió a la identidad de la universidad y a su misión en este país del oriente: “La Sophia University ha estado siempre marcada por una identidad humanista, cristiana e internacional. Desde su fundación, la Universidad se ha enriquecido con la presencia de profesores de varios países, incluso a veces de países en conflicto entre sí. Sin embargo, todos estaban unidos por el deseo de dar lo mejor a los jóvenes de Japón. Ese mismo espíritu perdura también en las muchas formas en las que ustedes brindan ayuda a quienes más lo necesitan, aquí y en el extranjero. Estoy seguro de que este aspecto de la identidad de vuestra Universidad se fortalecerá cada vez más, de modo que los grandes avances tecnológicos de hoy puedan ponerse al servicio de una educación más humana, justa y ecológicamente responsable”.

Después de pronunciar el discurso recibió la ovación de los asistentes. Fuera del auditorio, un numeroso grupo de jóvenes lo esperaban. Una muchacha se le acercó para entregarle una manta donde estaba escrito: “Bienvenido Papa Francisco” en el centro y numerosos mensajes y nombres alrededor. El Papa extendió la manta y mostró el contenido.

Después de este gesto, un numeroso grupo de jóvenes comenzó a gritar en español: “Esta es la juventud del Papa”. El Papa Francisco se despidió y acto seguido, se dirigió al aeropuerto para regresar a Roma. Detrás del cortejo, se escuchaba, con voz nostálgica y esperanzada: “Esta es la juventud del Papa”.


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Japón. Encuentro del Papa con los jóvenes en la catedral. Discurso.

Ver y escuchar su energía y entusiasmo me da alegría y esperanza

El Papa Francisco dijo a los jóvenes, con quienes celebró un encuentro en la Catedral de la Asunción de Tokio, que la amistad entre ellos recuerda a todos que el futuro no es monocromático, sino que es posible, si nos animamos a mirarlo en la variedad y diversidad de lo que cada uno puede aportar

María Fernanda Bernasconi – Ciudad del Vaticano

En su encuentro con los jóvenes que el Santo Padre celebró el 25 de noviembre en la Catedral de la Asunción de Tokio, Francisco comenzó agradeciéndoles su presencia: Ver y escuchar su energía y entusiasmo me da alegría y esperanza, les dijo, y manifestó su agradecimiento también a Leonardo, Miki y Masako por sus palabras de testimonio. Precisamente de estos jóvenes que compartieron con su testimonio “lo que se lleva en el corazón”, el Papa les dijo, al darles las gracias, que “se necesita gran coraje y valentía” para hacerlo. Por esta razón manifestó su seguridad  de “que sus voces fueron eco de muchos de sus compañeros aquí presentes”.

Al afirmar que en medio de todos ellos había jóvenes de otras nacionalidades, y que algunos estaban en buscan de refugio, Francisco les dijo:

“ Aprendamos a construir juntos la sociedad que queremos para mañana ”

Sí porque como explicó el Santo Padre, al verlos podía “ver la diversidad cultural y religiosa de los jóvenes que viven en Japón hoy, y algo de la belleza que su generación ofrece al futuro”. De modo que la amistad entre ellos y su presencia en este lugar “recuerda a todos que el futuro no es monocromático, sino que es posible si nos animamos a mirarlo en la variedad y diversidad de lo que cada uno puede aportar”.

Cuánto necesita aprender nuestra familia humana a vivir juntos en armonía y paz sin necesidad de que tengamos que ser todos igualitos. Cuánto necesitamos crecer en fraternidad, en preocupación por los demás y respeto por las diferentes experiencias y puntos de vista, prosiguió.

“ Este encuentro es una fiesta porque estamos diciendo que la cultura del encuentro es posible, no es una utopía, y que ustedes, los jóvenes, tienen esa sensibilidad especial para llevarla adelante ”

El Obispo de Roma les dijo que se quedó impresionado por las preguntas que formularon, porque reflejan sus experiencias concretas, y también sus esperanzas y sus sueños para el futuro. De ahí que haya agradecido a Leonardo, por compartir la experiencia de bullying y discriminación que sufrió. “Lo más cruel del acoso escolar – dijo el Papa entre otras cosas – es que hiere nuestro espíritu y nuestra autoestima en el momento en que más necesitamos fortaleza para aceptarnos a nosotros mismos y poder encarar nuevos retos en la vida”. Y destacó que sin embargo, “paradójicamente, son los acosadores los verdaderamente débiles, porque piensan que pueden afirmar su propia identidad lastimando a los demás”.

“ Debemos unirnos todos contra esta cultura del ‘bulismo’ y aprender a decir: ¡Basta! Es una epidemia donde la mejor medicina la pueden poner entre ustedes mismos ”

El miedo enemigo del bien

Además el Pontífice les dijo que “el miedo siempre es enemigo del bien, porque es enemigo del amor y de la paz”. A la vez que “las grandes religiones enseñan tolerancia, armonía y misericordia; no enseñan miedo, división o conflicto”. Y recordó que “en cierto sentido, Jesús fue el más ‘marginado’, un marginado lleno de Vida para dar”. El mundo y el Señor, prosiguió diciendo a Leonardo, “tiene necesidad de ti para que puedas darle el coraje a tantos que hoy piden una mano que los ayude a levantarse”. Lo que “implica aprender a desarrollar una cualidad muy importante, pero devaluada: la capacidad de aprender a donar tiempo para los demás, escucharlos, compartir con ellos, comprenderlos; sólo así abriremos nuestras historias y heridas a un amor que nos pueda transformar y comenzar a cambiar el mundo que nos rodea”.

“ Si no donamos y ‘ganamos tiempo’ entre las personas, lo perderemos en muchas cosas que, al final del día, nos dejarán vacíos y aturdidos, nos empachan, dirían en mi tierra natal. Así que, por favor, dediquen tiempo para su familia y amigos, pero también para Dios, orando y meditando ”

El Santo Padre aludió a diversos temas, entre los cuales el de rezar, para dar espacio a Dios, a dejarse mirar por Él para que los llene con su paz. Tal como lo había dicho otro joven, Miki, quien preguntó cómo pueden los jóvenes hacer espacio para Dios en una sociedad frenética y enfocada sólo en ser competitiva y productiva.

Es habitual ver que una persona, una comunidad o incluso una sociedad entera pueden estar altamente desarrolladas en su exterior, pero con una vida interior pobre y encogida, con el alma y la vitalidad apagada. Todo les aburre, ya no sueñan, no ríen, no juegan, no conocen el sentido de la admiración y la sorpresa. Como zombis, su corazón dejó de latir por la incapacidad de celebrar la vida con los demás. ¡Cuánta gente en todo el mundo es materialmente rica, pero vive esclava de una soledad sin igual!

Hablando de la soledad que experimentan tantas personas, jóvenes y adultas, de nuestras sociedades prósperas, pero a menudo tan anónimas, Francisco recordó que la Madre Teresa, que trabajaba entre los más pobres de los pobres, dijo una vez algo profético:

“ La soledad y la sensación de no ser amado es la pobreza más terrible ”

En cuanto a Masako que también había hablado desde su propia experiencia como estudiante y maestra y que preguntó cómo se puede ayudar a los jóvenes a que se den cuenta de la propia bondad y valor, el Papa les dijo que “para crecer, para descubrir nuestra propia identidad, bondad y belleza interior, no podemos mirarnos en el espejo”.

“ Se han inventado muchas cosas, pero gracias a Dios todavía no existen selfies del alma. Para ser felices, necesitamos pedirle ayuda a los demás, que la foto la saque otro, es decir, salir de nosotros mismos e ir hacia los demás, especialmente hacia los más necesitados ”

Extender los brazos de la amistad

Por otra parte el Santo Padre les pidió que extiendan los brazos de la amistad y reciban a quienes llegan, a menudo después de un gran sufrimiento, a buscar refugio en su país. Y, de hecho, allí estaban con todos ellos algunos refugiados, cuya acogida – les dijo Francisco – “testimoniará que para muchos pueden ser extraños, pero para ustedes pueden ser considerados hermanos y hermanas”.

Hacia el final de su discurro el Obispo de Roma agradeció nuevamente a estos jóvenes su “amistosa atención”, al igual que por todo este tiempo que le regalaron para poder compartir un poco de sus vidas. Y les aconsejó:

“ No apabullen ni aturdan sus sueños, denles espacios y anímense a mirar grandes horizontes, a mirar lo que les espera si se animan a construirlos juntos ”

“Japón los necesita, el mundo los necesita despiertos y generosos, alegres y entusiastas, capaces de construir una casa para todos”, les dijo el Papa al concluir. Y mientras les aseguró que reza para que crezcan en sabiduría espiritual y descubran en esta vida el camino hacia la verdadera felicidad, les aseguró que los tendrá presentes en sus oraciones, y les pidió, por favor, que también ellos recen por él.

“ A todos ustedes, y a sus familias y amigos les hago llegar mis mejores deseos y les doy mi bendición. Muchas gracias ”

Escuche al Papa

Catedral de Santa María

Conocida como “de la Inmaculada”, situada en el barrio Bunkyo, fue construida en el 1899 en estilo gótico, en madera. Convertida en Catedral en 1920, fue destruida en el 1945 durante los bombardeos de la Segunda Guerra Mundial. La nueva iglesia fue proyectada por el arquitecto Kenzo Tange en 1960 e inaugurada en 1964. Tiene una estructura modernista, y una altura de 40 metros compuesta de ocho paredes curvas de forma dinámica; para expresar la tensión hacia el cielo; realizada en cemento y recubierta en acero inoxidable, forman una gran cruz.

El campanario tiene una altura de 60 metros. La iglesia tiene una capacidad para 600 personas sentadas pero puede acoger a un total de 2000 personas en pie. Sobre la puerta principal, tiene un doble coro, donde se encuentra el órgano de tubos Mascioni opus 1165, construido en el 2004 bajo el proyecto de Lorenzo Ghielmi. Es el más grande de Japón; tiene una caja en estilo moderno y una transmisión mixta. Singular del interior de la iglesia es el efecto de la luz que pasa a través de los espacios de las ventanas contrastando la oscuridad. La catedral es considerada uno de los más importante trabajos de Tange, que entre otros también figura su obra proyecta por él del Memorial de la Paz de Hiroshima. Considerada una de las arquitecturas más interesantes de Tokio, liga la cultura occidental y oriental.

Encuentro del Papa con los jóvenes de Japón


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Thailandia. Misa del Papa y exhortación a los jóvenes.

El Papa a los jóvenes tailandeses: Cristo tiene un plan para cada uno

Anclados en Cristo, arraigados a la fe de los mayores, no tenerle miedo al futuro, porque el Señor “tiene un plan para cada uno”: fueron las líneas generales del mensaje que el Papa Francisco quiso dar a los jóvenes tailandeses, en la homilía de la Misa que celebró con ellos.

Griselda Mutual – Ciudad del Vaticano

En la Catedral de la Asunción el Papa Francisco celebró la misa con los jóvenes, tras haberse encontrado con los líderes cristianos y de otras religiones en la Universidad de Chulalongkorn.

Cristo los espera, Él tiene un plan para cada uno

Con la exhortación de “salir” al encuentro de Cristo, el Papa Francisco inició su homilía dedicada a los jóvenes, invitándolos también a dar la bienvenida a Cristo “con inmensa alegría y amor”, como sólo los jóvenes pueden hacer.

Antes que nosotros salgamos a buscarlo, sabemos que el Señor nos busca, viene a nuestro encuentro y nos llama desde la necesidad de una historia por hacer, por crear e inventar. Vamos hacia adelante con alegría porque sabemos que allí nos espera.

El Pontífice habló a los jóvenes tailandeses del “plan” que el Señor tiene para cada uno de ellos:  “El Señor sabe que por medio de ustedes, jóvenes, entra el futuro en estas tierras y en el mundo, y con ustedes cuenta para llevar adelante su misión hoy”, les aseguró.

A veces falta el combustible para tener encendido el fuego del amor

Reflexionando sobre la parábola de las diez jóvenes invitadas a formar parte de la fiesta del Señor, que fue escuchada en el transcurso de la Misa, Francisco puntualizó que ellas “tenían un gran impulso y motivación” y querían participar del llamado y la convocatoria del Maestro. Sin embargo, con el tiempo, “se fueron apagando, se les fueron agotando las fuerzas y las ganas”, y así “llegaron tarde”. A las jóvenes, dijo el Papa, “les faltó el aceite necesario, el combustible interior para mantener encendido el fuego del amor”.

¿Cómo buscar al Señor en cada situación?

El Papa quiso así hacer notar la frecuencia con la que frente a los problemas y obstáculos, al sufrimiento o la impotencia, ganan espacio “la incredulidad y la amargura” haciendo que “se enfríe nuestro corazón”.

Por eso, me gustaría preguntarles: ¿Quieren mantener vivo el fuego capaz de iluminarlos en medio de la noche y de las dificultades?, ¿quieren prepararse para responder al llamado del Señor?, ¿quieren estar listos para hacer su voluntad? ¿Cómo procurarse el aceite que los mantiene en movimiento y los impulsa a buscar al Señor en cada situación?

Jóvenes tailandeses en la Misa con el Papa
Jóvenes tailandeses en la Misa con el Papa

Bien arraigados a la fe de los mayores

Ustedes, recordó a los jóvenes, “son herederos de una hermosa historia de evangelización que les fue transmitida como un tesoro sagrado”. Y, “para que el fuego del Espíritu no se apague”, es necesario “estar bien arraigados en la fe” de los mayores:

Esto no para quedarse presos del pasado, sino para aprender a tener ese coraje capaz de ayudarnos a responder a las nuevas situaciones históricas.

Los padres, abuelos y maestros, resistieron “muchas pruebas y sufrimientos”, pero en el camino “descubrieron que el secreto de un corazón feliz es la seguridad que encontramos cuando estamos anclados en Jesús”, les recordó.

Imposible crecer sin raíces fuertes

Como los árboles sin raíces, que aun siendo jóvenes y bellos pueden caer por las tormentas, el Papa habló a los jóvenes del futuro, asegurándoles que “es imposible que alguien crezca si no tiene raíces fuertes que ayuden a estar bien sostenido y agarrado a la tierra”.

Sin este firme sentido de arraigo, podemos quedar desconcertados por las “voces” de este mundo que compiten por nuestra atención. Muchas de ellas son atractivas, propuestas bien maquilladas que al inicio parecen bellas e intensas, aunque con el tiempo solamente terminan dejando vacío, cansancio, soledad y desgana, y van apagando esa chispa de vida que el Señor encendió un día en cada uno de nosotros.

No le tengan miedo al futuro

Casi al final de su discurso Francisco animó a los jóvenes a que “arraigados en Cristo”, mantengan viva la alegría y “no tengan miedo de mirar el futuro con confianza”:

La amistad cultivada con Jesucristo es el aceite necesario para iluminar el camino, vuestro camino, pero también el de todos los que los rodean: amigos, vecinos, compañeros de estudio y trabajo, incluso el de aquellos que están en total desacuerdo con ustedes.

“¡Salgamos al encuentro de Cristo el Señor que viene!”, exhortó una vez más el Papa. Y concluyó alentándolos a no tenerle miedo al futuro, y a no dejarse “achicar”:

“ Sepan que ahí el Señor los está esperando para preparar y celebrar la fiesta de su Reino. ”

Santa Misa con los jóvenes - Tailandia
Santa Misa con los jóvenes – Tailandia

Agradecimientos del Papa al concluir la Misa

Al término de la celebración, el Papa agradeció a todos los que hicieron posible su visita a Tailandia y a los que han colaborado a su realización.

Francisco renovó también su gratitud al Rey Rama X, al Gobierno y a las autoridades del país por la acogida.

Agradeció a los obispos, al Cardenal Francis Xavier, a los sacerdotes, religiosas, religiosos, a los fieles laicos, a los jóvenes y voluntarios y a quienes lo han acompañado con sus oraciones y sus sacrificios, y, de modo especial, a los enfermos y a los encarcelados.

Que el Señor los recompense con su consuelo y la paz que sólo Él puede dar. Y les dejo una tarea: no se olviden de rezar por mí. ¡Gracias!

Homilía del Papa en la Misa con los jóvenes – Tailandia
Santa Misa con los Jóvenes – Tailandia

22 noviembre 2019, 11:20


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Latinoamérica. Mensaje del Papa a la juventud

2019.01.24 Viaggio Apostolico a PanamaXXXIV Jornada Mundial de la Juventud que se celebró este año en Panamá del 22 al 27 de enero  (Vatican Media)

Los jóvenes son el terreno fértil que Dios regala a los cristianos

En su mensaje con motivo del XX Encuentro Latinoamericano de Pastoral Juvenil que se celebra en Perú, el Papa Francisco anima a sus participantes a que profundicen cada vez más en el conocimiento de la persona de Jesús, para que viviendo en la intimidad de su corazón, puedan transformarse en discípulos misioneros y testigos de su ternura, y otros jóvenes puedan acercarse a Él

VaticanNews

Se hizo público el mensaje que el Santo Padre Francisco envió a los participantes en el XX Encuentro Latinoamericano de Pastoral Juvenil, que se lleva a cabo en Lima, Perú, en la Casa de Convivencia Juan Pablo II, del 18 al 23 de este mes de noviembre, sobre el tema: “Los jóvenes somos tierra sagrada, el ahora de Dios”.

Dirigiéndose a su querido hermano, Monseñor Alfredo Vizcarra Mori, Vicario Apostólico de Jaén y Presidente de la Comisión Episcopal de Laicos y Juventud, el Santo Padre lo saluda cordialmente junto a los organizadores y participantes en este encuentro de Responsables nacionales de Pastoral Juvenil, y destaca que la colaboración en el campo de esta pastoral representa para la Iglesia “un servicio que no se puede descuidar”. Sí, porque como escribe Francisco:

“ Los jóvenes nos hablan y nos interpelan, nos hacen caer en la cuenta de las luces y sombras de nuestra comunidad, y con su entusiasmo nos animan a dar respuestas acordes a nuestro tiempo. Ellos son el terreno fértil y nuevo que Dios regala a las comunidades cristianas. A ustedes se les encomienda la tarea de acompañarlos con respeto y mansedumbre en el camino de su maduración personal, para que se afiancen en la fe y, con la gracia del Señor, den frutos de amor y esperanza ”

Continente de la esperanza

Aludiendo a la ceremonia de acogida y apertura de la Jornada Mundial de la Juventud que se celebró este año en Panamá, el Santo Padre recuerda que en “América, el continente de la esperanza, como en todo el mundo, los jóvenes son el ahora de Dios, porque su Hijo Jesús, que es manifestación de su bondad, camina y permanece con ellos, y a través de Jesús, el Padre continúa hablándonos en el lenguaje de su amor, ‘que sabe más de levantadas que de caídas, de reconciliación que de prohibición, de dar nueva oportunidad que de condenar, de futuro que de pasado’”.

Por esta razón los animo a profundizar cada vez más en el conocimiento de la persona de Jesús, para que viviendo en la intimidad de su corazón, puedan transformarse en discípulos misioneros y testigos de su ternura, y otros jóvenes puedan acercarse a Él, el eternamente joven, experimentar la alegría de su amistad y llevar una existencia fundada en la fraternidad y la solidaridad cristianas.

El Santo Padre pide al Señor, “por intercesión de Nuestra Señora de Guadalupe, Patrona de América, que sostenga con su gracia a los pastores, a los responsables de la pastoral juvenil y a todos los jóvenes de Latinoamérica, fortaleciéndolos en el amor recíproco y acompañándolos en su vida cotidiana”. Y concluye su mensaje:

“ Que Jesús los bendiga y la Virgen Santa los ampare en sus propósitos de bien. Y, por favor, no se olviden de rezar por mí ”


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Thailandia. Mensaje del Papa a los jóvenes.

Mensaje del Papa a los jóvenes de Tailandia: no permanezcan caídos, ¡levántense!

El Santo Padre aprovechó su primer día en Bangkok para lanzar un mensaje especial a los jóvenes del país, animándolos a seguir adelante en la vida a pesar de las dificultades, recordando que lo importante no es “no caer”, sino levantarse tras la caída.

Ciudad del Vaticano

En un video espontáneo, grabado en la Nunciatura de Bangkok, el Papa Francisco ha aprovechado para enviar un mensaje alentador a la juventud de Tailandia. A continuación compartimos la transcripción de las palabras del Santo Padre.

«Queridos jóvenes:

Sé que esta noche ustedes están haciendo una vigilia de oración, están rezando. Y sé que otros están caminando, viniendo para aquí. ¡Lindas las dos cosas: rezar y caminar!

 

En la vida hay que hacer estas dos cosas: tener el corazón abierto a Dios, porque de Él recibimos la fuerza, y caminar, porque no se puede estar quieto en la vida. ¡Un joven no se puede jubilar a los 20 años, tiene que estar caminando! Siempre más allá, siempre subiendo.

Alguno de ustedes me puede decir: “Sí, padre, pero a veces yo soy débil y caigo”. ¡No importa! Hay una canción alpina que dice: “En el arte de ascender, lo que importa no es no caer, sino no permanecer caído”.

Te aconsejo estas dos cosas: Nunca permanezcas caído, levántate enseguida, que otro te ayude a levantar, primera cosa. Segunda cosa, no pases la vida sentado en el diván, haz la vida, fabrica la vida, haz, anda adelante. Sube siempre adelante en el camino. Comprométete y vas a tener una felicidad impresionante, te lo aseguro yo.

Que Dios te bendiga. Rezo por ti, hazlo por mí».


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Día de la salud mental. Altas tasas de suicidio juvenil

El Día de la Salud Mental alerta sobre las altas tasas de suicidio juvenil

OMS
El Día Mundial de la Salud Mental 2019 se centra en concienciar sobre las altas tasas de suicidio en todo el mundo, especialmente entre los jóvenes.

10 Octubre 2019

El suicido es la segunda causa de muerte en personas entre los 15 y los 29 años. En total, unas 800.000 personas se quitan la vida al año, una cada cuarenta segundos, más que la suma de homicidios y muertes causadas por la guerra. Es un asunto que concierne a todo el mundo.

La salud mental ha sido desatendida durante mucho tiempo, asegura el Secretario General de la ONU en un vídeo mensaje con motivo del Día Mundial de la Salud Mental, en el que pide abordar este asunto “urgentemente” porque “nos concierne a todos”.

“Debemos invertir más en servicios y no permitir que el estigma aleje a las personas de la asistencia que necesitan. Digo esto porque de verdad me preocupa profundamente. Sin salud  no hay salud mental”, explicó António Guterres.

La Organización Mundial de Salud, promotora del Día Mundial, ha informado de que cada año cerca de 800.000 personas fallecen por esta causa, y otras muchas intentan suicidarse. Esto representa más que la suma de los homicidios y las muertes causadas por la guerra en todo el mundo.

“Cada suicidio es una tragedia que afecta a una familia, a una comunidad o a todo un país y que tiene consecuencias duraderas en las personas cercanas a la víctima. El suicidio no respeta edades y es la segunda causa de defunción entre los jóvenes de 15 a 29 años”, señala esta Organización.

“Se deben intensificar los esfuerzos para que los jóvenes dispongan de los mecanismos de adaptación necesarios para enfrentarse a los retos que se les presentan, ya sean en la escuela, la Universidad o el lugar de trabajo”, explica la dotora Dévora Kestel, directora del Departamento de Salud Mental y Abuso de Sustancias.

Kestel subraya que es necesario “velar para que dispongan del apoyonecesiario en el momento adecuado”.

No es un problema de ricos solamente

La OMS desmiente la creencia de que el suicidio es un asunto de países con altos ingresos. “El suicidio puede afectar a cualquier persona en cualquier lugar”, afirma la doctora.

De hecho, casi el 80% de las muertes autoprovocadas ocurren en países de medianos y bajos ingresos, donde escasean los recursos para detectar y apoyar a las personas que necesitan ayuda.

El trauma causado por los desastres, la violencia y los abusos están ligados con el comportamiento suicida, según los datos proporcionados por la citada agencia el mes pasado, cuando se celebró el Día Mundial para la Prevención del Suicidio.

Este año, la OMS aprovecha el Día de hoy para seguir concienciando sobre el suicidio y su prevención a través de la campaña «40 segundos para actuar».

Aunque los suicidios son prevenibles, el estigma y el tabú que rodean la salud mental no se han abordado en muchas sociedades. Hasta la fecha, unos pocos países han incluido la eliminación del suicidio entre sus prioridades de salud, y solo 38 informan que tienen una estrategia nacional de prevención.

Recomendaciones

Las personas y la sociedad en general pueden tomar medidas de reducción para prevenir el suicidio y los intentos de suicidio. Estas son algunas de las recomendaciones de la Organización Mundial de la Salud:

  • Reducir el acceso a los medios que facilitan el suicidio
  • Pedir a los medios de comunicación que informen de forma responsable sobre el tema
  • Facilitar la intervención en las escuelas
  • Facilitar la identificación temprana, el tratamiento y la atención de personas con trastornos mentales y de abuso de sustancias
  • Formar a los trabajadores de la salud no especializados en la evaluación y manejo del comportamiento suicida
  • Prestar seguimiento para personas que intentaron suicidarse y provisión de apoyo comunitario

El Programa de Acción de la OMS (mhGAP), lanzado a nivel mundial en 2008, sirve como  guía para ampliar los servicios que  deben ofrecerse en cuestiones sobre trastornos mentales, neurológicos y por abuso de sustancias.

Y en su plan de acción 2013-2020, la agencia establece un objetivo global de reducir las tasas de suicidio en un 10%, en línea con los Objetivos de Desarrollo Sostenible de la ONU, que establece la meta de reducir las tasas de suicidio en un tercio hasta 2030.

En una acción conjunta dirigida a los jóvenes, la Organización Mundial de la Salud, en asociación con el Fondo de las Naciones Unidas para la Infancia, ha convocado una conferencia mundial sobre salud mental de niños y adolescentes el próximo 7 de noviembre.

Los expertos mundiales y los jóvenes se reunirán para una consulta de tres días en la ciudad italiana de Florencia, donde abordarán las crecientes brechas en los servicios de salud mental para niños y jóvenes. Datos preocupantes muestran que el suicidio es la principal causa de muerte entre los jóvenes de 15 a 19 años.