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PARIGI – L’incendio che ha devastato il tetto della cattedrale di Notre-Dame è stato domato all’alba, intorno alle 5 del mattino: 400 uomini dei vigili del fuoco parigini, dopo ore di lavoro, sono riusciti a spegnere le fiamme e anche se ci sono ancora focolai residui il portavoce dei pompieri ha assicurato che la situazione è sotto controllo.

La grande guglia e il tetto sono andati distrutti mentre la struttura della cattedrale “tiene bene”, ha spiegato il sottosegretario all’Interno, Laurent Nunez, dopo che in mattinata sono stati fatti i primi controlli. “Nel complesso, la struttura tiene” ma “alcune vulnerabilità sono state identificate in particolare a livello della volta e di un timpano del transetto nord che deve essere messo in sicurezza”, ha detto.

Nunez ha anche rivelato un particolare sulla dinamica dell’intervento dei vigli del fuoco: la partita per il salvataggio della Cattedrale, ha raccontato, si è giocata in 15-30 minuti grazie all’azione corale di 20 pompieri che, rischiando la vita, sono entrati nelle due torri della cattedrale per affrontare le fiamme dall’interno.
Un centinaio di vigili del fuoco sono ancora a lavoro per raffreddare la Cattadrale.

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In salvo le opere d’arte

Il lavoro incessante dei vigili del fuoco è riuscito comunque a mettere in salvo tutte le opere d’arte, anche quelle presenti nel tesoro della Cattedrale, che sono state trasferite nella notte all’Hotel de Ville, la sede del comune di Parigi. Saranno portate al Louvre già oggi o mercoledì: la Sacra Corona di Spine, quella che secondo la tradizione cattolica i soldati romani misero sul capo di Gesù per schernirlo poco prima della sua Crocifissione, un pezzo della Croce e un chiodo della Passione di Cristo.

“Le due torri e le opere sono state messe al sicuro, in particolare il Tesoro, grazie al coraggio dei vigili del fuoco di Parigi. La Corona di Spine, la tunica di San Luigi sono ora custoditi nel municipio della capitale. L’organo è stato chiaramente leso, i grandi dipinti teoricamente hanno subito danni a causa dell’acqua. Bisognerà restaurarli”, ha spiegato Riester.

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“Bisognava tirarli fuori, in mezzo al fumo, tra pezzi di materiale incandescente che cadevano e proteggerli da tutto questo”, ha raccontato il generale Jean-Claude Gallet, comandante di brigata dei vigili del fuoco, spiegando le difficoltà aggiuntive che i pompieri si sono trovati ad affrontare. Le opere che non si è riusciti a portare fuori sono state messe al riparo dall’acqua che scendeva dall’alto.

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Si indaga per disastro colposo, verranno ascoltati 15 operai

La procura di Parigi ha aperto un’indagine per danneggiamento colposo, escludendo cioè il movente criminale, l’atto vandalico o quello terroristico. “Niente va nella direzione di un atto volontario”, ha detto il procuratore di Parigi, Rémy Heitz, facendo il punto con la stampa sull’inchiesta. Heitz ha spiegato che ai lavori di restauro stavano partecipando “cinque società” e che stamani sono iniziati gli interrogatori dei dipendenti di queste aziende. Ieri, nel cantiere della cattedrale, erano presenti “quindici operai”, che verranno ascoltati.

Il procuratore ha spiegato che “c’è stato un primo allarme alle 18.20, seguito da una procedura di accertamento, ma non è stato constatato alcun principio di incendio”. Un secondo allarme è scattato “alle 18.43 e in quel caso è stato constatato un incendio a livello della struttura di legno che sosteneva il tetto. Intanto, la chiesa era stata evacuata perché poco prima era cominciata una messa”.

L’ipotesi dell’incendio causato da una saldatura

L’ipotesi su cui si lavora è che l’incendio sia divampato dal tetto di Notre-Dame, sottoposto a lavori di ristrutturazione, poco prima delle 19 di lunedì. Le Parisien, citando una fonte di polizia, ipotizza che il primo focolaio sia stato causato da lavori di saldatura sul telaio di legno.

Ma le indagini saranno lunghe e complesse, fanno sapere gli inquirenti: il tetto è difficile da raggiungere, circondato dalle impalcature che erano state impiantate per il progetto di ristrutturazione avviato nell’estate del 2018.

Il portavoce della Cattedrale ha raccontato che, al momento dello scoppio delle fiamme, intorno alle 18:30, tutti gli operai avevano lasciato il sito.  Ai lavori partecipano oltre una decina di aziende che operano sotto la responsabilità della sovrintendenza architettonica dei monumenti storici e dello Stato, proprietario della cattedrale. Gli addetti saranno tutti interrogati per cercare di capire se un errore umano possa essere all’origine della  tragedia.

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Le donazioni e l’impegno per la ricostruzione

La “ricostruiremo”, ha promesso un emozionato Emmanuel Macron in un discorso tv ai francesi lunedì sera. E la riposta dei francesi non si è fatta attendere. Il gruppo del lusso Lvmh ha annunciato una “donazione” di 200 milioni di euro al fondo dedicato alla ricostruzione della Cattedrale. “La famiglia Arnault (proprietaria del gruppo che controlla tra gli altri Fendi e Bulgari, ndr) e il gruppo Lvmh, in solidarietà con questa tragedia nazionale, si uniscono alla ricostruzione di questa straordinaria cattedrale, simbolo della Francia, del suo patrimonio e della sua unità”, scrivono in una dichiarazione inviata all’Afp. La famiglia Pinault, a capo di Kering, il gigante del lusso che controlla tra gli altri Gucci e Balenciaga, ha risposto all’appello e ha annunciato la donazione di 100 milioni di euro. Anche la Total ha annunciato una donazione speciale di 100 milioni di euro, 200 milioni invece sono stati promessi da Bettencourt e l’Oréal. In tutto, alle 3 del pomeriggio, le donazioni da parte di grandi aziende e famiglie facoltose hanno già superato i 600 milioni di euro.

L’Ile de France, la regione di Parigi, ha stanziato 10 milioni di euro e domenica sera su France 2 verrà organizzato un grande concerto per la raccolta fondi. Ma la solidarietà arriva anche dagli Stati Uniti: la French Heritage Society, un’organizzazione che ha sede a New York, dedita proprio alla conservazione dei tesori architettonici e culturali francesi, ha lanciato una pagina web di raccolta fondi. E già lunedì sulla piattaforma di crowdfunding Go Fund Me sono state create in tutto il mondo più di 50 pagine ispirate dal terribile incendio.

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Le reazioni politiche

La lista di Macron ha sospeso “fino a nuovo ordine” la campagna elettorale per le europee, ha annunciato la capolista, Nathalie Loiseau, a causa dell’incendio a Notre-Dame. “Viviamo un momento di profonda tristezza. La lista Renaissance si unisce naturalmente a questo momento di unione nazionale. Sospendiamo la campagna elettorale fino a nuovo ordine”, ha spiegato Loiseau su Twitter.

Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha chiesto a tutti i 28 Stati membri dell’Unione europea di contribuire alla ricostruzione, intervenendo alla sessione del Parlamento europeo a Strasburgo. “Anche voi ricostruirete la vostra cattedrale”, ha detto Tusk ricordando come la sua città natale, Danzica, venne ricostruita dopo la distruzione subita nella Seconda Guerra Mondiale.

L’incendio che ha devastato Notre-Dame rappresenta “un dolore nel cuore dei russi”, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin.

L’offerta del Vaticano per il restauro

Papa Francesco ha invitato tutti a partecipare alla ricostruzione della Cattedrale e il Vaticano ha messo a disposizione il suo “know-how per il restauro”. Il fuoco ha “colpito un simbolo caro ai francesi nella diversità di convinzioni”, ha detto Francesco, rivolgendo un appello alla “mobilitazione di tutti” per la cattedrale, “il gioiello architettonico di una memoria collettiva”. Il presidente francese Emmanuel Macron parlerà nel pomeriggio con papa Francesco, ha fatto sapere l’Eliseo.

“Salutando il coraggio e il lavoro dei vigili del fuoco, che sono intervenuti per contenere il fuoco, esprimo la speranza – prosegue il Pontefice – che la cattedrale di Notre Dame possa diventare, grazie al lavoro di ricostruzione e la mobilitazione di tutti, questo splendido gioiello nel cuore di la città, un segno della fede di coloro che l’hanno edificata, Chiesa madre della vostra diocesi, patrimonio architettonico e spirituale di Parigi, della Francia e dell’umanità”.

Papa Francesco ha inviato un telegramma all’arcivescovo di Parigi, monsignor Michel Aupetit. “Il Papa è vicino alla Francia, prega per i cattolici francesi e per la popolazione parigina sotto lo shock del terribile incendio che ha devastato la cattedrale Notre Dame. Assicura le sue preghiere a tutti coloro che si sforzano di affrontare questa drammatica situazione”, ha spiegato il direttore della Sala Stampa Vaticana Alessandro Gisotti.