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Un experto maltés al frente de la comisión de tutela para los menores.

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Abusi, un maltese alla testa della task force del Papa per aiutare vescovi e religiosi

Andrew Azzopardi coordinerà un team di canonisti di diverse lingue. Padre Lombardi preannuncia che è «imminente» il vademecum della Congregazione per la Dottrina della fede

Abusi, un maltese alla testa della task force del Papa per aiutare vescovi e religiosi

CITTÀ DEL VATICANO. È un maltese, Andrew Azzopardi, il coordinatore della task force del Papa che fornirà supporto alle Conferenze episcopali e agli ordini religiosi di tutto il mondo per implementare le misure di contrasto e prevenzione degli abusi sessuali compiuti da preti e religiosi.

«Il mio ruolo è coordinare la task force: se c’è una richiesta di aiuto o supporto, io coordino l’aiuto che forniamo: dipende dalla richiesta, dalla realtà locale, dalla lingua, vedremo chi sarà la persona o le persone più adeguate per aiutare la conferenza episcopale locale», ha spiegato Azzopardi nel corso di un incontro nella Sala Stampa vaticana. «Siamo qui per assistere le Conferenze episcopali locali e lavorare con i Dicasteri vaticani così come la Pontificia Commissione per la Tutela dei minori», ha detto il coordinatore che si è detto convinto della «disponibilità» di tutti perché si tratta di «una questione prioritaria».

Assistente sociale di formazione, da cinque anni a capo della commissione per la salvaguardia dei minori creata dall’arcivescovo Charles Scicluna per la Chiesa di Malta, Azzopardi si è laureato all’università di Malta e specializzato a Londra. Da quindici anni lavora nel campo degli abusi sui minori, nonché con bambini rifugiati: ha lavorato con la National Society for the Prevention of Cruelty to Children del Regno Unito, con l’associazione calcistica inglese e con la Caritas internazionale.

La task force, presentata oggi, era stata preannunciata già in occasione del Summit voluto dal Papa a febbraio del 2019 con i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Una delle richieste più chiare emerse allora, ha detto oggi padre Federico Lombardi, ex portavoce vaticano e coordinatore di quel vertice, è «condividere competenze e risorse» tra episcopati che già hanno affrontato la questione degli abusi ed episcopati più in ritardo, «per dare un senso di solidarietà tale per cui chi era più avanti poteva dare una mano a chi è più indietro». È noto, ha sottolineato il gesuita, che «alcuni Paesi sono in situazioni di guerra, di povertà estrema, o non hanno casi impellenti per cui non hanno avuto tempo di dedicarsi alla questione».

Il gruppo di lavoro è attualmente composto da «una decina» di esperti di lingue e provenienze diverse, prevalentemente canonisti, che assisterà «le Conferenze episcopali, gli Istituti religiosi e le Società di Vita apostolica nella preparazione e nell’aggiornamento delle linee guida in materia di tutela dei minori», come recita un comunicato ufficiale. Si tratta delle linee-guida richiesta dalla Santa Sede già nel 2011 a tutti gli episcopati nazionali (non, in realtà, alle congregazioni religiose) e che quasi tutti (ne mancano «una decina», secondo padre Lombardi), hanno adottato.

La task force risponderà, per corrispondenza o anche con visite in loco, alle richieste di Conferenze episcopali che abbiano problemi nell’applicazione delle norme anti-abusi. Non è dunque previsto che agisca autonomamente: «Il principio generale è distribuire la responsabilità nella Chiesa, non accentrare prendendo tutti in mano», ha rimarcato padre Lombardi. La task force dunque non avrà la funzione di «vigilare» sugli episcopati, ha chiosato Azzopardi, ma di rispondere alle loro richieste di sostegno.

Sovraintende al gruppo monsignor Edgar Pena Parra, sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, insieme ai quattro prelati che hanno presieduto il vertice di febbraio e ne hanno poi costituito una sorta di comitato responsabile del follow up: i cardinali Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, Blase Joseph Cupich, arcivescovo di Chicago, monsignor Charles Jude Scicluna, arcivescovo di Malta e segretario aggiunto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e padre Hans Zollner, SJ, preside dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana e membro della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori.

Il gruppo di lavoro avrà una durata di due anni, a partire dal 24 febbraio 2020, e riferirà trimestralmente al Sostituto. Le attività dell’organismo sono sostenute da un apposito fondo costituito da benefattori ed ha un budget autonomo, del quale non è ancora nota la consistenza.

Quanto al tema della collaborazione con le autorità civili, ha spiegato padre Lombardi, «il principio che si è sempre seguito, e continua a essere seguito, è che si segue la legge del paese. La Chiesa può dire “in tutto il mondo per preti e suore il rapporto col loro vescovo si fa così”, questo fa parte della sua competenza, ma per il rapporto con le autorità civili non c’è una norma generale, ed è infatti uno dei punti importanti su cui lavorano le linee guida. Anche per questo ci sono canonisti che aiutano nella task force».

Padre Lombardi, che ha voluto sottolineare il contenuto e la portata dei nove provvedimenti assunti nel corso dell’ultimo anno dal Papa, dal vertice del febbraio 2019 fino ad oggi, ha poi detto che anche l’ultima delle misure preannunciate l’anno scorso è in dirittura di arrivo. Si tratta del vademecum della Congregazione per la Dottrina della Fede che aiuterà i vescovi del mondo a comprendere chiaramente i loro doveri e i loro compiti in base alla normativa vigente. La sua pubblicazione, ha detto il gesuita, è «imminente» ed «ha una logica che arrivi adesso: se ci sono stati documenti così importanti nel corso dell’anno, è quasi meglio che non sia uscito prima perché altrimenti bisognava rimodellarlo in modo significativo nel giro di pochi mesi».

Autor: loiolaxxi

periodista, jesuita, bloguero, profesor, jubilado

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