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Severa condena del Papa del ataque aéreo en Libia a un centro de migrantes.

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Attacco aereo in Libia, il Papa: “La comunità internazionale non può tollerare fatti così gravi”

Francesco condanna il bombardamento al centro per migranti di Tajoura: «Siano organizzati in modo concertato i corridoi umanitari». Un ricordo delle vittime delle stragi in Afghanistan, Mali, Burkina Faso e Niger

Papa Francesco durante l’Angelus in piazza San Pietro

CITTA’ DEL VATICANO. Una vergogna e un orrore. L’attacco aereo in Libia che, nella notte tra martedì e mercoledì, ha colpito un centro di detenzione per migranti a Tajoura, a est di Tripoli, uccidendo una cinquantina di persone e ferendone altre 130, ha sconvolto Papa Francesco che nell’Angelus di oggi ha usato parole durissime contro l’attentato. «La comunità internazionale non può tollerare fatti così gravi», ha sentenziato il Pontefice affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico, assicurando la sua preghiera «per le povere persone inermi uccise o ferite».

Bergoglio, come in altre occasioni, ha espresso l’auspicio «che siano organizzati in modo esteso e concertato i corridoi umanitari per i migranti più bisognosi», iniziativa questa già posta in atto con successo dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con Fcei e Tavola Valdese. Non ha mancato, il Papa, di ricordare inoltre «anche tutte le vittime delle stragi che recentemente sono state compiute in Afghanistan, Mali, Burkina Faso e Niger» e ha invitato i fedeli in piazza San Pietro a restare per qualche istante in preghiera in silenzio per loro.

Nella sua catechesi prima dell’Angelus, Francesco ha ricordato «la missione della Chiesa» che è quella di «annunciare il Vangelo a tutte le genti». Tale missione presenta diverse caratteristiche: essa «si basa sulla preghiera»; «è itinerante»; «richiede distacco e povertà»; «porta pace e guarigione» e soprattutto «non è proselitismo ma annuncio e testimonianza». Quindi «richiede anche la franchezza e la libertà evangelica di andarsene evidenziando la responsabilità di aver respinto il messaggio della salvezza, ma senza condanne e maledizioni», ha sottolineato il Pontefice.

«Se vissuta in questi termini, la missione della Chiesa sarà caratterizzata dalla gioia», ha aggiunto, non «una gioia effimera, che scaturisce dal successo della missione» ma al contrario «la gioia interiore e indistruttibile che nasce dalla consapevolezza di essere stati chiamati da Dio a seguire il suo Figlio». Cioè «la gioia di essere suoi discepoli», di «spendersi senza riserve per gli altri, libero da sé stesso e dai propri averi».Dopo la preghiera mariana, Papa Bergoglio ha salutato tutti i pellegrini presenti venuti da Roma e dal mondo. In particolare ha rivolto un pensiero ai sacerdoti che partecipano al corso per formatori, promosso dall’Istituto “Sacerdos” di Roma, e alla comunità eritrea a Roma alla quale ha assicurato: «Cari fratelli e sorelle, prego per il vostro popolo!». Da qui la tradizionale formula di congedo: «Auguro a tutti una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci».

Autor: loiolaxxi

periodista, jesuita, bloguero, profesor, jubilado

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